Hotel e strutture ricettive
Profumazione professionale per hotel
Progettiamo la firma olfattiva della struttura: dalla hall alle aree comuni, dal wellness alle sale riunioni.
Non è la scelta di un apparecchio da catalogo. È un progetto: si guardano gli ambienti, si sceglie la direzione olfattiva, si dimensionano i diffusori che servono e si installano. Lavoriamo sull’olfatto degli spazi professionali dal 1994.
L'ospitalità è anche una questione di sensazioni.
Tre esperienze di profumazione professionale realizzate per valorizzare ambienti e soggiorni.
Duparc
L'ospitalità si riconosce anche dal profumo
Ogni struttura ricettiva ha una propria identità, fatta di atmosfere, dettagli e sensazioni.
Per Duparc, QueLLiDelNaso ha curato la profumazione di diversi ambienti della struttura, comprese le camere, selezionando soluzioni olfattive in armonia con il contesto.
Un progetto pensato per valorizzare l’accoglienza attraverso un elemento discreto ma distintivo: il profumo, capace di accompagnare gli ospiti durante il soggiorno e contribuire a rendere l’esperienza ancora più piacevole.
Oceano Club
Un'atmosfera da vivere con tutti i sensi
L’esperienza dell’ospitalità non passa soltanto attraverso gli spazi e i servizi, ma anche attraverso le sensazioni che un ambiente riesce a trasmettere.
Per Oceano Club, QueLLiDelNaso ha sviluppato un intervento di profumazione ambientale dedicato a diversi spazi della struttura, comprese le camere.
La selezione delle fragranze è stata guidata dalle caratteristiche degli ambienti, con l’obiettivo di creare atmosfere piacevoli e coerenti con il contesto, aggiungendo una dimensione sensoriale all’esperienza degli ospiti.
M89 Hotel
Il dettaglio invisibile dell'accoglienza
Nell’ospitalità, sono spesso i dettagli meno evidenti a contribuire alla percezione complessiva di un ambiente.
Per M89 Hotel, QueLLiDelNaso ha realizzato un progetto di profumazione professionale che ha interessato diversi ambienti della struttura, comprese le camere.
Attraverso un’attenta selezione delle fragranze, scelte in funzione degli spazi e della loro destinazione, la profumazione è diventata un elemento complementare all’atmosfera dell’hotel, pensato per accompagnare l’esperienza di soggiorno con discrezione ed eleganza.
L’aria fa parte dell’arredo
Una struttura ricettiva comunica con la luce, i materiali, la musica e il personale. L’aria è l’unico di questi linguaggi che accompagna l’ospite in ogni stanza che attraversa, senza che debba guardarlo. Per questo non si improvvisa: si progetta come si progetta l’illuminazione.
Una sola firma
Un progetto olfattivo non è una fragranza diversa per ogni stanza. È una direzione riconoscibile, declinata con intensità differenti a seconda dello spazio.
Continuità
La stessa aria a gennaio e ad agosto, al piano terra come al terzo piano. È la continuità che rende un profumo parte dell’identità e non un episodio.
Discrezione
Il profumo giusto non si annuncia: si nota quando c’è e manca quando sparisce. L’intensità corretta è quasi sempre più bassa di quella che si immagina.
Dove si progetta la profumazione di un hotel
Non tutti gli ambienti di una struttura si trattano allo stesso modo, e alcuni conviene lasciarli fuori. Questi sono gli spazi su cui, nella pratica, si ragiona quasi sempre.
Hall e reception
È lo spazio che dà il tono. Quasi sempre è il primo ambiente su cui si lavora, e quello su cui si decide la direzione olfattiva di tutta la struttura: quello che si sceglie qui condiziona tutto il resto.
Corridoi e pianerottoli
Spazi di passaggio, spesso stretti e senza finestre. Chiedono intensità basse e una diffusione regolare, perché l’ospite li attraversa molte volte al giorno.
Ascensori
Volumi minimi e ricambio d’aria quasi nullo: qui un eccesso si sente subito. Si trattano con prudenza, oppure si lasciano volutamente fuori dal progetto.
Spa e area benessere
Umidità alta, temperature diverse, ospiti in accappatoio: le condizioni cambiano il modo in cui una fragranza si comporta. Spesso si sceglie una direzione imparentata con quella della hall, ma non identica.
Camere e suite
Vanno decise una per una. C’è chi le profuma per avere continuità con le aree comuni e chi preferisce lasciarle neutre, perché in una camera si passano molte ore di seguito.
Palestra e spogliatoi
Ricambio d’aria alto e uso intensivo: la fragranza si disperde in fretta. Qui contano i punti di diffusione più della potenza.
Sala colazioni e ristorante
Dove si mangia si procede con prudenza: la fragranza non deve entrare in conflitto con i piatti. Spesso ci si ferma all’ingresso della sala.
Sale riunioni e congressi
Persone sedute a lungo nello stesso ambiente. L’intensità si taglia su chi resta, non su chi passa.
Aree esterne coperte
Dehors, verande, portici d’ingresso. L’aria aperta disperde in fretta: si lavora sulla posizione dei diffusori più che sulla loro potenza.
Aree di servizio
Lavanderia, corridoi di servizio, retro cucina. Non sono spazi dell’ospite, ma l’aria che ci passa arriva comunque negli spazi dell’ospite: nel progetto vanno considerati, anche solo per decidere di non profumarli.
Lo stesso hotel, esigenze diverse
Due ambienti nello stesso edificio possono richiedere impostazioni opposte. Sono sei le variabili che, nella pratica, cambiano un progetto — e sono le stesse che chiediamo prima di dare qualsiasi indicazione.
- Volume e altezza
- Un atrio a doppia altezza e un corridoio non si trattano allo stesso modo, anche a parità di metri quadri a terra. Quello che conta è l’aria da riempire, non il pavimento.
- Ricambio d’aria
- Più l’impianto rinnova l’aria, più in fretta la fragranza si disperde. È la variabile che più spesso viene sottovalutata, e quella che manda fuori strada i conti fatti a occhio.
- Orari e affluenza
- La hall lavora sedici ore, la sala colazioni due. La programmazione segue l’uso reale degli spazi, non un orario unico per tutta la struttura.
- Passaggio o permanenza
- Un corridoio si attraversa, una lounge si vive. Chi resta seduto un’ora percepisce l’intensità in modo molto diverso da chi passa in dieci secondi.
- Vicinanza ad acqua e cibo
- Spa, piscina, ristorante e sala colazioni hanno vincoli propri: incidono sia sulla scelta della fragranza sia su dove si possono mettere i diffusori.
- Chi ci lavora
- Il personale respira quell’aria per tutto il turno. L’intensità si calibra anche su di loro, non solo sull’ospite che passa.
Come lavoriamo
Quattro passaggi, nello stesso ordine su ogni struttura. Il primo è il più lungo ed è quello che decide la riuscita degli altri tre.
01
Analisi degli ambienti
Guardiamo gli ambienti, le altezze, gli impianti, gli orari e il tipo di ospite. Da qui esce l’elenco degli spazi da profumare e di quelli da lasciare fuori.
02
Scelta della fragranza
Proponiamo una direzione olfattiva coerente con il posizionamento della struttura, di solito più di una. Si prova prima di decidere: il campionario serve esattamente a questo. Quando il progetto e la struttura lo consentono, può essere prevista una prova temporanea della soluzione in un ambiente rappresentativo.
03
Dimensionamento
Scegliamo i diffusori e i punti di diffusione in base agli ambienti, non al catalogo. Uno spazio può richiedere un apparecchio, un altro tre messi in posizioni diverse.
04
Installazione e messa a punto
Installiamo i diffusori, regoliamo le intensità ambiente per ambiente e verifichiamo il risultato con la struttura in funzione, non a locali vuoti.
Ogni progetto parte dagli ambienti: planimetria, destinazione delle sale, orari di servizio e tipo di ospite. Su una struttura ricettiva questo quadro si ricostruisce quasi sempre a distanza; quando gli ambienti sono molti o molto diversi fra loro, proponiamo un sopralluogo tecnico dedicato. Prima di quel passaggio qualsiasi numero — quanti apparecchi, quale intensità, quale spesa — sarebbe inventato, e preferiamo non darlo.
Che cos’è una firma olfattiva
«Firma olfattiva» è un’espressione che si usa spesso e si spiega di rado. Non è una fragranza esclusiva creata da zero per una struttura: è la scelta ragionata di una direzione olfattiva e il modo in cui quella direzione viene declinata nei diversi ambienti.
La scelta parte da cose concrete: dove si trova l’albergo, con quali materiali è costruito, che tipo di ospite accoglie, in quale fascia si colloca. Una struttura di montagna in pietra e legno e un albergo di città in vetro e marmo non chiedono la stessa aria, anche quando offrono lo stesso livello di servizio.
Poi viene la declinazione. La stessa direzione può essere più piena nella hall, più leggera nei corridoi, più fresca nell’area benessere. Quello che non cambia è la famiglia olfattiva: chi attraversa la struttura deve riconoscere la stessa mano, non incontrare tre alberghi diversi nello stesso edificio.
Infine c’è la parte che nessun metodo elimina: il gusto. La direzione olfattiva di una struttura è una decisione di chi quella struttura la dirige. Noi portiamo il mestiere, le alternative e le prove sul posto; la scelta finale resta vostra.
Tre strutture, tre progetti diversi
Esempi costruiti per mostrare come cambia un progetto al variare della struttura. Non sono casi di clienti reali: servono a rendere concreto il ragionamento, non a documentare lavori eseguiti.
Boutique hotel
Poche camere, molta identità
Pochi ambienti, tutti vicini, e un carattere molto definito. La direzione può essere più riconoscibile, perché l’ospite la incontra in una sequenza breve e coerente: ingresso, salotto, scala. Si lavora con pochi punti di diffusione e intensità basse.
Business hotel
Passaggio continuo, orari lunghi
Molte persone, arrivi e partenze a ogni ora, sale riunioni occupate tutto il giorno. Di solito si sceglie una direzione sobria, con intensità regolare nella hall e più contenuta dove si resta seduti a lungo.
Hotel con centro benessere
Due mondi, un edificio
La hall e l’area umida chiedono cose diverse: materiali, temperature e umidità cambiano il comportamento di una fragranza. Di norma si tengono due impostazioni distinte, con una direzione olfattiva imparentata fra loro.
La fragranza decide il carattere. Il diffusore decide se arriva.
Sono due scelte distinte e vanno fatte insieme. Una fragranza giusta diffusa male non si sente; un diffusore sovradimensionato rende invadente anche la fragranza più discreta. Nel progetto si decidono nello stesso momento.
Le fragranze per ambienti del catalogo QDN sono ordinate per famiglia olfattiva e sfaccettature: è così che si restringe il campo, partendo dal posizionamento della struttura invece che dai gusti di chi progetta. Il campionario serve a sentirle sul posto, nell’aria della struttura, che è l’unico luogo dove ha senso giudicarle.
I diffusori con cui lavoriamo
Piccoli ambienti
Qi
Per spazi contenuti: una hall di piccole dimensioni, una sala d’aspetto, un ufficio della struttura.
Ambienti medi
Q350E
Il diffusore di riferimento per la maggior parte degli ambienti comuni di una struttura ricettiva.
Quale apparecchio serva, e quanti, si stabilisce sugli ambienti reali. Se preferisci partire dal quadro d’insieme, la pagina Profumazione su misura racconta come impostiamo un progetto, e Diffusori di profumo professionali mette a confronto i tre modelli.
Domande che ci fanno più spesso
Quanto tempo serve per profumare una struttura?
Dipende da quanti ambienti entrano nel progetto e da come sono fatti. La parte lunga non è l’installazione: è quello che viene prima, cioè l’analisi degli ambienti, la scelta della direzione olfattiva e le prove nell’aria della struttura. Su una struttura ricettiva si ragiona in settimane, non in giorni, proprio perché una fragranza va provata prima di essere adottata ovunque.
Si può provare la fragranza prima di decidere?
Sì, ed è il passaggio che consigliamo sempre. Il campionario raccoglie fragranze del catalogo in formato di prova: si sentono nell’aria della struttura, che è l’unico posto dove ha senso giudicarle. Una fragranza sentita in ufficio e la stessa fragranza in una hall sono due cose diverse.
La fragranza deve essere uguale in tutta la struttura?
No, e quasi mai lo è. Di solito si tiene una direzione unica e la si declina: più piena dove si accoglie, più leggera dove si passa, diversa ma imparentata nell’area benessere. Quello che conta è che si riconosca la stessa mano.
E le camere?
È una decisione da prendere, non un automatismo. Alcune strutture le profumano per avere continuità con le aree comuni, altre preferiscono lasciarle neutre perché in camera si passano molte ore di seguito. Se ne parla in fase di progetto e la scelta resta vostra.
Qualcuno può trovare il profumo fastidioso?
È una delle ragioni per cui l’intensità corretta è quasi sempre più bassa di quella che ci si immagina, e per cui alcune aree si lasciano volutamente fuori dal progetto. Se nella tua struttura ci sono esigenze particolari, dicci quali: incidono sulla scelta della fragranza, sull’intensità e su quali ambienti trattare.
Chi installa i diffusori?
Ce ne occupiamo noi: posizionamento e installazione fanno parte del lavoro, non sono un servizio a parte. E il posizionamento non è un dettaglio — lo stesso apparecchio, spostato di due metri, dà un risultato diverso.
Si può cambiare fragranza nel tempo?
Sì. Alcune strutture tengono una firma stabile tutto l’anno, altre preferiscono cambiare con le stagioni o per periodi particolari. È una scelta che conviene prendere sapendo che la riconoscibilità si costruisce con la continuità: cambiare spesso la indebolisce.
Lavorate anche con strutture piccole?
Sì. Il numero di camere non cambia il metodo, cambia la scala: un piccolo albergo con tre ambienti comuni richiede lo stesso ragionamento di una struttura grande, con meno punti di diffusione.
Che cosa vi serve sapere per darci una prima indicazione?
Tipo di struttura e numero di camere, quali ambienti vorresti profumare, che tipo di ospite accogli e che sensazione vuoi dare a chi entra. Con queste quattro informazioni possiamo già dirti come imposteremmo il progetto.
Raccontaci la tua struttura.
Dimensioni, ambienti da profumare, tipo di ospite e la sensazione che vuoi lasciare a chi entra. Da lì partiamo: guardiamo gli spazi e ti diciamo come imposteremmo il progetto.