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Dal 1994 · Profumazione professionale per ambienti · Spedizione gratuita da 100€

Showroom e concessionarie

Profumazione per showroom e concessionarie

Progettiamo l’aria di uno spazio espositivo: grandi volumi, molte vetrate, porte che si aprono di continuo.

Uno showroom è prima di tutto un ambiente: vetro, superfici lucide, luce controllata, altezze importanti. L’aria di quello spazio fa parte di come il marchio si presenta, esattamente come il pavimento e l’illuminazione. Lavoriamo sull’olfatto degli spazi professionali dal 1994.

Il problema, qui, è il volume

Uno spazio espositivo non si tratta come un negozio più grande. Cambiano tre cose insieme — l’altezza, le vetrate e le aperture — e ognuna delle tre lavora contro la stabilità della profumazione.

L’altezza

Un soffitto alto moltiplica l’aria da trattare a parità di pavimento. È il primo motivo per cui un dimensionamento fatto sui metri quadri, qui, sbaglia sempre.

Le vetrate

Grandi superfici vetrate significano sbalzi di temperatura nell’arco della giornata. L’aria calda sale e si muove, e la fragranza si muove con lei.

Le aperture

Porte ampie, spesso automatiche, che si aprono a ogni visita e per far entrare e uscire i veicoli. Ogni apertura è un ricambio d’aria completo su una parte dello spazio.

Le quattro zone

In uno showroom gli ambienti sono pochi e grandi. Non serve una mappa fitta: bastano quattro zone, e ognuna chiede all’aria una cosa diversa.

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L’ingresso

È il punto in cui lo spazio si presenta, ed è anche quello più instabile: la porta si apre di continuo e l’aria esterna entra ogni volta. La presenza olfattiva può essere più definita che altrove, perché si attraversa in pochi secondi, ma va tarata sapendo che una parte si perde a ogni apertura.

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L’esposizione

Il volume principale: alto, vetrato, spesso con pavimenti lucidi che non trattengono nulla. Qui l’intensità deve essere bassa e soprattutto uniforme, perché le persone si spostano lentamente e da un capo all’altro. Un solo punto di diffusione, in uno spazio così, produce una zona forte e tutto il resto neutro: servono più punti, non più potenza.

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L’area di consulenza e attesa

Scrivanie, poltrone, macchina del caffè. È l’unica zona in cui si sta fermi a lungo, spesso in una conversazione importante. L’intensità si taglia su chi resta seduto, non su chi passa: in pratica è il punto più basso di tutta la pagina.

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L’area dedicata al cliente

Lo spazio riservato alla consegna, dove il cliente viene accolto per ritirare il proprio veicolo. È un momento curato nei dettagli, e l’aria di quello spazio ne fa parte. Spesso è un’area separata dal resto, con un volume e una ventilazione propri: si dimensiona a sé.

Il momento che conta di più

La consegna è uno spazio, non solo una pratica

È l’unico momento in cui il cliente torna in concessionaria non per guardare, ma per ricevere. Di solito è preparato con cura: la posizione del veicolo, la luce, chi lo accompagna.

L’aria di quello spazio è parte della stessa cura. Non serve nulla di appariscente: serve che sia coerente con il resto dello showroom, e che il cliente non percepisca uno stacco fra l’ambiente in cui ha scelto e quello in cui ritira.

Nella pratica questo significa una sola cosa: l’area di consegna va nel progetto dall’inizio, non aggiunta dopo con un apparecchio di scorta.

Che cosa guardiamo nello spazio

Cinque dati, e nessuno dei cinque si ricava da una planimetria: vanno visti sul posto o descritti da chi lo spazio lo usa tutti i giorni.

Altezza reale
Non la metratura: l’altezza. È quella che decide quanta aria c’è da trattare, e in uno showroom può essere il doppio di un negozio a parità di pavimento.
Superfici vetrate ed esposizione
Quante pareti sono in vetro e come sono orientate. Determinano quanto l’aria si muove nell’arco della giornata.
Aperture e loro frequenza
Quante porte, quanto grandi, quante volte si aprono. Comprese quelle di servizio da cui entrano ed escono i veicoli.
Ventilazione esistente
Come l’impianto rinnova l’aria e dove sono le bocchette: la fragranza si muove con l’aria, non contro.
Separazione fra le zone
Se l’area consulenza e quella di consegna sono ambienti distinti o parte dello stesso volume. Cambia tutto il dimensionamento.

Come lavoriamo

Quattro passaggi. Su uno spazio espositivo il primo è il più impegnativo: i cinque dati che contano non si leggono da una piantina, e vanno misurati o descritti bene da chi quello spazio lo usa.

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Analisi dello spazio espositivo

Altezza, vetrate, aperture, ventilazione e separazione fra le zone. Sono dati che chiediamo a voi, con fotografie e qualche misura presa sul posto; quando a distanza non si ricavano, il sopralluogo tecnico è il modo più rapido per averli.

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Scelta della direzione

Proponiamo una direzione olfattiva coerente con il posizionamento del marchio, di solito più di una. Si prova prima di decidere: il campionario serve a questo.

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Dimensionamento per zona

Le quattro zone si dimensionano separatamente. Spesso l’esposizione richiede più punti di diffusione a bassa intensità, e l’area consulenza il valore più basso di tutti.

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Installazione e messa a punto

Installiamo, regoliamo zona per zona e verifichiamo con lo showroom in funzione: porte che si aprono, luci accese, persone che si spostano.

Ogni progetto parte dallo spazio espositivo: volume, vetrate, aperture e separazione fra le zone. Una parte di questi dati arriva da voi, con planimetria e fotografie; il resto, quando serve, si rileva con un sopralluogo tecnico dedicato. Prima di quel passaggio qualsiasi numero — quanti apparecchi, quale intensità, quale spesa — sarebbe inventato, e preferiamo non darlo.

La direzione olfattiva e l’apparecchio che la porta

Sono due scelte distinte. Su volumi come questi la seconda pesa più che altrove, e la risposta quasi mai è «un apparecchio più potente»: sono più punti di diffusione, ciascuno tenuto basso.

Le fragranze per ambienti del catalogo QDN sono ordinate per famiglia olfattiva e sfaccettature: si parte da lì per restringere il campo, a partire dal posizionamento del marchio. Il campionario serve a sentirle nello spazio vero, dove le altezze e le vetrate cambiano il modo in cui si percepiscono.

I diffusori con cui lavoriamo

Piccoli ambienti

Qi

Per un singolo ufficio vendita o una sala d’attesa separata dal volume principale.

Ambienti medi

Q350E

Per le aree di consulenza e gli spazi chiusi di una concessionaria.

Ambienti ampi

Q1000

Il riferimento per il volume espositivo, dove in genere se ne usa più d’uno.

Quale apparecchio serva, e quanti, si stabilisce sullo spazio reale. La pagina Profumazione su misura racconta come impostiamo un progetto, e Diffusori di profumo professionali mette a confronto i tre modelli.

Tre spazi, tre progetti diversi

Esempi costruiti per mostrare come cambia un progetto al variare dello spazio. Non sono casi di clienti reali: servono a rendere concreto il ragionamento.

Showroom urbano

Vetrina su strada, spazio contenuto

Poche decine di metri affacciati sulla via, soffitto normale, una porta sola. Si comporta più come un negozio che come un capannone: un punto di diffusione ben posizionato rispetto alla porta, tenuto basso, e l’area consulenza trattata a parte.

Spazio espositivo a doppia altezza

Molto vetro, molta aria

Il caso classico: volume grande, pareti vetrate, pavimento lucido. Qui si lavora su più punti di diffusione a intensità bassa, distribuiti, invece che su un apparecchio potente in un angolo.

Sede con più marchi

Aree distinte sotto lo stesso tetto

Quando nello stesso edificio convivono marchi o reparti diversi, la domanda è se l’aria debba essere una sola o distinguersi per area. Non c’è una risposta standard: dipende da quanto gli spazi sono separati e da come il gruppo vuole presentarsi.

Domande che ci fanno più spesso

Con soffitti così alti serve un apparecchio più potente?

Quasi mai. La risposta giusta su un volume grande è distribuire: più punti di diffusione tenuti bassi danno un risultato molto più uniforme di un apparecchio potente in un punto solo, che produce una zona intensa e il resto neutro.

Le porte aperte rendono inutile la profumazione?

No, ma cambiano il progetto. Con aperture frequenti conta molto di più dove si mettono i punti di diffusione e come si programma la giornata, rispetto alla potenza. Dimensionare come se lo spazio fosse chiuso è l’errore più comune.

Si può profumare solo l’area consulenza?

Sì, ed è un modo ragionevole di cominciare. È uno spazio contenuto e chiuso, si imposta in fretta e si vede subito come si comporta. Poi si decide se estendere all’esposizione.

E l’area di consegna?

Va considerata dall’inizio, non aggiunta dopo. Spesso è separata dal resto, con volume e ventilazione propri: si dimensiona a sé, con l’obiettivo che chi ci entra non percepisca uno stacco rispetto allo showroom.

Il profumo si sente anche dentro i veicoli?

Il nostro progetto riguarda l’ambiente, non l’abitacolo. Sono due cose distinte e le teniamo separate: quello che progettiamo è l’aria dello spazio in cui il cliente entra.

Quanto tempo serve?

La parte lunga è quella che viene prima dell’installazione: analisi dello spazio, scelta della direzione e prove nello showroom. Su uno spazio espositivo si ragiona in settimane, anche perché le prove vanno fatte con lo showroom in funzione.

Chi installa gli apparecchi?

Ce ne occupiamo noi: posizionamento e installazione fanno parte del lavoro. Su volumi grandi il posizionamento è la variabile che pesa di più sul risultato.

Che cosa vi serve sapere per una prima indicazione?

Superficie e altezza, quante pareti vetrate, quante porte e quanto spesso si aprono, e se le aree di consulenza e consegna sono separate. Con questi dati possiamo già dirvi come imposteremmo il progetto.

Raccontaci il tuo spazio.

Superficie e altezza, quanto vetro, quante aperture, quali aree sono separate. Da lì partiamo: vi diciamo come imposteremmo il progetto e se vale la pena vedere lo spazio di persona.

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