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Dal 1994 · Profumazione professionale per ambienti · Spedizione gratuita da 100€

Negozi e punti vendita

Profumazione per negozi e punti vendita

Progettiamo l’aria del tuo punto vendita: la soglia, il percorso, le zone di prova. E la teniamo coerente su tutta la rete.

Un negozio comunica con la vetrina, la luce, i materiali e il personale. L’aria è l’unico di questi linguaggi che il cliente incontra prima di decidere se entrare, e che poi lo accompagna per tutto il percorso. Per questo va progettata, non improvvisata. Lavoriamo sull’olfatto degli spazi professionali dal 1994.

L’aria fa parte dell’insegna

Un marchio decide con cura il colore delle pareti, il font dell’insegna e la musica in sottofondo. L’aria, nella maggior parte dei negozi, resta l’unica cosa lasciata al caso — anche se è la prima che si percepisce oltre la soglia.

Una direzione, non una fragranza

Non si sceglie «un profumo per il negozio»: si sceglie una direzione olfattiva coerente con il marchio, e poi la si dosa diversamente sulla soglia, in sala e nelle zone di prova.

Riconoscibile, non invadente

La soglia giusta è quella che il cliente non commenta. Se una persona entra e nota il profumo invece del negozio, l’intensità è sbagliata.

Chi ci lavora per primo

Il personale respira quell’aria per tutto il turno. L’intensità si calibra anche su di loro: è il controllo più onesto che esista su un progetto di profumazione.

La soglia, in quattro tempi

In un negozio il percorso è breve e ordinato, e ogni tratto chiede all’aria una cosa diversa. Seguirlo è il modo più semplice per capire dove mettere un punto di diffusione e dove no.

01

La vetrina

Sta fuori e non si profuma. Conta perché stabilisce l’aspettativa: quello che il cliente troverà dentro deve essere coerente con quello che ha visto da fuori.

02

L’ingresso

I primi metri. È il punto in cui la presenza olfattiva può essere più definita, perché si attraversa in pochi secondi. Con la porta aperta l’aria si disperde in fretta: il dimensionamento cambia.

03

Il percorso

La sala, gli espositori, le zone in cui ci si ferma a guardare. Qui l’intensità scende e diventa costante: non deve farsi notare mentre si sta guardando qualcosa.

04

Prova e cassa

Camerini e coda: spazi piccoli, chiusi, con permanenze di qualche minuto. Sono i punti in cui un eccesso si sente prima che altrove, e spesso si lasciano fuori dal progetto.

Una rete, una sola aria

Quando i punti vendita sono più d’uno il problema si sposta: non è più «quale fragranza», ma «come faccio a ritrovare la stessa aria a Milano e a Bari». La risposta non è copiare l’impostazione da un negozio all’altro.

Resta uguale ovunque

L’identità

  • La direzione olfattiva: la stessa famiglia in tutti i punti vendita.
  • Il criterio con cui si decide dove profumare e dove no.
  • La regola sulle zone di prova e sulle casse.
  • Il modo in cui si verifica il risultato dopo l’installazione.

Si rifa’ sede per sede

Il dimensionamento

  • Volume e altezza: due negozi della stessa catena non hanno quasi mai la stessa aria da riempire.
  • Porte e vetrine: quante si aprono, quanto spesso, su che strada.
  • Impianto di aerazione, che cambia da edificio a edificio.
  • Numero e posizione dei punti di diffusione.

È la parte che più spesso viene saltata: si sceglie una fragranza per la catena e si mette lo stesso apparecchio dappertutto. Il risultato è un negozio in cui non si sente nulla e un altro in cui si sente troppo, con la stessa identica configurazione.

Stagioni, campagne e cambi vetrina

Il retail vive di stagioni: cambia la vetrina, cambia la collezione, cambiano le luci. La domanda che ci viene fatta più spesso è se debba cambiare anche l’aria.

La nostra risposta è che dipende da che cosa si sta costruendo. Una direzione olfattiva stabile diventa riconoscibile proprio perché non cambia: è l’unico elemento del negozio che il cliente ritrova identico a gennaio e a settembre. Cambiarla a ogni campagna significa rinunciare a quel vantaggio.

Dove ha senso variare è nei momenti dichiarati: un periodo particolare dell’anno, un’apertura, un evento in negozio. In quel caso si cambia sapendo che è un’eccezione a termine, non una nuova identità.

E c’è una cosa che non cambia mai: la decisione è del marchio. Noi portiamo il mestiere, le alternative e le prove in negozio; la scelta finale resta vostra.

Come lavoriamo

Quattro passaggi. Su una rete il secondo e il quarto si fanno una volta sola; il terzo si ripete in ogni punto vendita.

01

Analisi del punto vendita

Guardiamo la superficie, l’altezza, le aperture, il ricambio d’aria e il percorso che fa il cliente. Da qui esce l’elenco dei punti da trattare e di quelli da lasciare fuori.

02

Scelta della direzione

Proponiamo una direzione olfattiva coerente con il posizionamento del marchio, di solito più di una. Si prova prima di decidere: il campionario serve esattamente a questo.

03

Dimensionamento, punto per punto

Su una rete questo passaggio si rifa’ per ogni negozio. Stessa direzione, apparecchi e posizioni decisi sull’edificio reale.

04

Installazione e messa a punto

Installiamo, regoliamo le intensità e verifichiamo il risultato a negozio aperto, con le porte che si aprono e la gente che passa.

Ogni progetto parte dal punto vendita: superficie, altezza, aperture e il percorso che fa il cliente. Con qualche fotografia e una planimetria si arriva quasi sempre a un’impostazione affidabile; dove il negozio ha vincoli particolari, mettiamo in conto un sopralluogo tecnico. Prima di quel passaggio qualsiasi numero — quanti apparecchi, quale intensità, quale spesa — sarebbe inventato, e preferiamo non darlo.

La direzione olfattiva e l’apparecchio che la porta

Sono due scelte distinte. Nel retail la seconda pesa perché le porte si aprono di continuo: un apparecchio dimensionato su un locale chiuso, in un negozio su strada, non tiene.

Le fragranze per ambienti del catalogo QDN sono ordinate per famiglia olfattiva e sfaccettature: si parte da lì per restringere il campo, a partire dal posizionamento del marchio e non dai gusti di chi progetta. Il campionario serve a sentirle in negozio, che è l’unico posto dove ha senso giudicarle.

I diffusori con cui lavoriamo

Piccoli ambienti

Qi

Per un negozio di poche decine di metri: una boutique, un corner, uno spazio di prova.

Ambienti medi

Q350E

Il riferimento per la maggior parte dei punti vendita su strada e in galleria.

Ambienti ampi

Q1000

Per superfici estese, spazi a doppia altezza e flagship store.

Quale apparecchio serva, e quanti, si stabilisce sul negozio reale. La pagina Profumazione su misura racconta come impostiamo un progetto, e Diffusori di profumo professionali mette a confronto i tre modelli.

Tre negozi, tre progetti diversi

Esempi costruiti per mostrare come cambia un progetto al variare del punto vendita. Non sono casi di clienti reali: servono a rendere concreto il ragionamento.

Boutique indipendente

Uno spazio solo, molta identità

Pochi metri, una vetrina, un camerino. L’ambiente è curato nel dettaglio e la direzione può essere più riconoscibile, perché il cliente la incontra in una sequenza breve. Di solito basta un punto di diffusione, tenuto basso.

Negozio in galleria

Porta sempre aperta, passaggio continuo

In un centro commerciale l’ingresso resta aperto e l’aria della galleria entra di continuo. Il dimensionamento si fa su quella condizione, non sul volume teorico del locale: è l’errore più comune.

Catena con più sedi

La stessa aria in città diverse

Qui il problema non è il singolo negozio ma la coerenza. Si tiene ferma la direzione olfattiva e si rifa’ il dimensionamento sede per sede, perché edifici, metrature e aperture non si somigliano quasi mai.

Domande che ci fanno più spesso

Con la porta sempre aperta ha senso profumare?

Sì, ma il progetto cambia. Con la porta aperta l’aria si rinnova di continuo e la fragranza si disperde molto più in fretta: contano la posizione dei punti di diffusione e la programmazione negli orari di apertura, più della potenza dell’apparecchio. Dimensionare come se il locale fosse chiuso è l’errore che vediamo più spesso.

Si possono profumare i camerini?

Si può, ma sono spazi piccoli e chiusi in cui si resta qualche minuto: l’intensità corretta è molto più bassa che in sala, e in diversi progetti si preferisce lasciarli fuori. È una decisione da prendere, non un automatismo.

Quanto costa profumare un negozio?

Dipende dalla superficie, dalle aperture e da quanti punti di diffusione servono. Non diamo una cifra prima di aver analizzato lo spazio, con i vostri dati o con un sopralluogo tecnico quando serve: sarebbe un numero inventato.

Come si tiene uguale la profumazione su più punti vendita?

Si tiene ferma la direzione olfattiva e si rifa’ il dimensionamento per ogni sede. Copiare la configurazione da un negozio all’altro dà quasi sempre un risultato diverso, perché volumi, aperture e impianti non coincidono.

Il personale si abitua alla fragranza?

Sì, ed è normale: dopo qualche giorno chi ci lavora la percepisce meno di chi entra. Chi progetta lo mette in conto, invece di alzare l’intensità per inseguire quella percezione. Se il personale la trova eccessiva il primo giorno, l’impostazione va rivista subito.

Si può partire da un solo negozio?

Sì, ed è spesso il modo migliore su una rete: si imposta un punto vendita, si vede come si comporta e si decide dopo se estendere. Non c’è nessun motivo per partire da venti negozi insieme.

Chi installa gli apparecchi?

Ce ne occupiamo noi: posizionamento e installazione fanno parte del lavoro. Il posizionamento non è un dettaglio — lo stesso apparecchio, spostato di due metri rispetto alla porta, dà un risultato diverso.

Che cosa vi serve sapere per una prima indicazione?

Tipo di negozio e superficie, quante vetrine e porte ha, se è su strada o in galleria, e che impressione volete dare a chi entra. Con queste informazioni possiamo già dirvi come imposteremmo il progetto.

Raccontaci il tuo negozio.

Superficie, vetrine, se è su strada o in galleria, quanti punti vendita. Da lì partiamo: guardiamo lo spazio e ti diciamo come imposteremmo il progetto.

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